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Crociere · Costa Rica

Sea Hunter, la nave da lavoro per i grandi pelagici di Cocos

Ciò che rende unica questa barca

  • Ex nave di supporto alla subacquea commerciale, la Sea Hunter combina un ponte operativo in teak con spazi interni da yacht.
  • La crociera porta a Cocos Island per 11 giorni e 10 notti, con partenza e rientro a Puntarenas.
  • Due grandi skiff in vetroresina gestiscono le immersioni, tengono l'attrezzatura a bordo e ricaricano le bombole direttamente dopo ogni uscita.
  • Il programma prevede in genere tre immersioni al giorno, con due divemaster per ogni gruppo e nitrox disponibile.

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L’invito

La Sea Hunter si sceglie per il modo in cui affronta Cocos Island: non come una barca da vacanza adattata alle immersioni, ma come un ex mezzo di supporto alla subacquea commerciale costruito per lavorare lontano dalla costa. Qui si viene a cercare il blu pieno di squali martello, le stazioni di pulizia e le mante che possono comparire tra una roccia e l'altra. La nave madre serve da base; il lavoro vero si svolge sugli skiff, che portano i gruppi vicino ai siti e li recuperano dove riemergono. Il valore della Sea Hunter sta proprio in questa separazione: il ponte resta ordinato, mentre l'attrezzatura da immersione rimane pronta sulle barche d'appoggio. È una scelta adatta a chi mette le immersioni davanti alla cabina, al porto o alla vita da resort. Cocos resta remota, le correnti possono essere impegnative e gli incontri non si ordinano. Ma l'organizzazione è pensata per sfruttare ogni finestra buona.

Salire a bordo

Dal molo arriva l'impressione di una nave nata per il lavoro. La struttura in acciaio e il ponte operativo in teak parlano più di attrezzatura e autonomia che di linee eleganti; gli interni, invece, hanno lounge, studio, sala climatizzata e spazi per stare all'aperto. È questo contrasto a definire la Sea Hunter: una piattaforma concreta per raggiungere un'isola remota, con abbastanza comfort per viverci durante la lunga traversata. A bordo ci si muove tra il salone interno, il ponte soleggiato e l'area immersioni ombreggiata senza dover riportare ogni volta bombole e gavoni alla nave. La barca è stata costruita nel 1994 e porta ancora il carattere di un mezzo operativo, non quello di un albergo galleggiante. Le sue valutazioni premiano soprattutto immersioni, cibo ed equipaggio; la nave riceve un giudizio più misurato. In cambio offre una logistica subacquea difficile da improvvisare a Cocos.

L’atmosfera a bordo

A bordo si percepisce una squadra che lavora in modo visibile. I passeggeri incontrano il personale in cabina, a tavola, sul ponte e nello skiff; il servizio non resta confinato a un banco reception. I resoconti parlano di una cucina capace di gestire esigenze alimentari diverse, cabine rimesse in ordine al rientro e marinai pronti ad aiutare con l'attrezzatura. La sera il gruppo si ritrova dopo le immersioni, le traversate e gli incontri con gli animali; possono esserci feste di benvenuto, compleanni e conversazioni che continuano a tavola. La Sea Hunter può ospitare fino a venti subacquei, ma l'organizzazione in gruppi e skiff evita che tutti debbano gestire ogni immersione nello stesso modo. Il personale parla inglese e spagnolo. La differenza la fanno la presenza dei divemaster e le decisioni operative: cambiare sito o interrompere un tuffo quando corrente e mare lo richiedono viene prima del programma scritto.

I siti che si immergono

La rotta registrata è Cocos Island Expedition, con partenza e rientro a Puntarenas. La maggior parte delle partenze dura 11 giorni e 10 notti; una parte ne dura 12 e 11, con sette giornate di immersione e una lunga traversata oceanica. Manuelita, Dirty Rock, Alcyone, Dos Amigos Pequeño, Punta María, Porites Bay, Shark Fin Rock, Viking Rock, Pájara, Manuelita Coral Garden e Chatham Bay compaiono nei programmi e nei resoconti. Manuelita e Dirty Rock ruotano attorno alle stazioni di pulizia e agli squali martello nel blu. Alcyone è un seamount esposto, dove corrente e termoclino possono rendere l'immersione più fisica ma portare grandi aggregazioni. Small Dos Amigos, indicato anche come Dos Amigos Pequeño, è noto per gli squali delle Galápagos sulle stazioni. Porites è il punto da cercare per i silvertip. Chatham Bay offre il check dive su un fondale più riparato, mentre Shark Fin Rock può trasformarsi in un'immersione dentro enormi banchi di pesce. Le profondità dei siti non sono riportate qui.

Cosa si incontra sott’acqua

Il grande spettacolo della rotta sono gli squali martello che passano dalle stazioni di pulizia al blu aperto, spesso accompagnati da banchi compatti di carangidi bigeye. A seconda delle condizioni possono comparire squali delle Galápagos, silvertip, pinna bianca, pinna nera, oceanici pinna nera e squali seta, oltre a mante, mobule, razze aquila e razze marmorizzate. Alcyone e Dirty Rock sono i nomi più ricorrenti per gli incontri con grandi gruppi di martelli; il seamount concentra corrente e attività, ma non offre lo stesso spettacolo a ogni immersione. A Small Dos Amigos si cercano soprattutto gli squali delle Galápagos sulle stazioni di pulizia. Porites può regalare silvertip di taglie diverse e, in alcune immersioni, squali tigre. Manuelita ha offerto anche passaggi di squali seta in comportamento di corteggiamento, mante e squali martello ravvicinati. Nei momenti più tranquilli restano da osservare polpi, murene, aragoste, pesci rana e gamberetti mantide. Gli incontri dipendono da corrente, visibilità e condizioni del mare.

Chi vi mette in acqua

Ogni gruppo d'immersione è seguito da due divemaster, con quattro guide subacquee complessive per il viaggio secondo l'organizzazione indicata. Il briefing precede ogni tuffo e usa schemi su una lavagna per spiegare strategia, corrente e punti d'interesse; la guida che tiene il briefing conduce poi l'immersione. Il sistema di coppia è obbligatorio e la durata massima è di 60 minuti. Le guide parlano inglese e spagnolo insieme al resto dell'equipaggio. I capitani possiedono abilitazioni nautiche riconosciute a livello internazionale; parte del personale è istruttore Medic First Aid o formato al primo soccorso e all'ossigeno DAN. La sicurezza è organizzata per una destinazione isolata: vengono fatte esercitazioni a ogni viaggio, i conteggi dei subacquei sono metodici e ogni passeggero riceve un kit con pallone di segnalazione, fischietto, luce e dispositivo Nautilus GPS Lifeline collegato al GAV. Il sistema invia l'allarme e le coordinate alla nave e alle radio VHF vicine.

Il ponte di immersione e l’attrezzatura

Il ponte immersioni è costruito per ridurre il trasporto inutile. Le bombole restano sugli skiff per tutti i giorni attivi e vengono ricaricate sul posto pochi minuti dopo il rientro; a bordo ci sono 30 bombole in alluminio da 80 piedi cubi, due compressori ad alta pressione e un generatore nitrox. Il nitrox è disponibile senza supplemento, mentre il servizio per immersioni tecniche, ossigeno e rebreather è previsto; chi usa un rebreather deve portare il proprio. Sono presenti adattatori DIN, vasche di risciacquo separate per le fotocamere, stazioni di ricarica, docce esterne e un'area immersioni ombreggiata. Il noleggio comprende attrezzatura ScubaPro, inclusi GAV, erogatore, muta, maschera, pinne, snorkel e computer nitrox. Le due barche principali d'appoggio sono skiff rigidi in vetroresina da 24 piedi, con rastrelliere integrate, copertura a T, radio VHF, ossigeno, kit di primo soccorso e scala fissa per la risalita. Una terza unità ha fondo rigido gonfiabile.

Tra due immersioni

Tra un'immersione e l'altra si può restare sul ponte superiore, cercare l'ombra nell'area dedicata ai subacquei o rientrare nel salone climatizzato. Il ponte prendisole è abbastanza ampio per distendersi, leggere e asciugare l'attrezzatura personale senza intralciare le operazioni. Fotografi e videomaker hanno armadietti individuali, spazio dedicato per fotocamere e flash, alimentazione elettrica e vasche di risciacquo separate. Nei pomeriggi in cui il mare o il programma lasciano spazio alla terraferma, la crociera propone escursioni a Cocos Island: Chatham Bay, Wafer Bay, il punto panoramico, la stazione dei ranger e i sentieri nella foresta costaricana. È un cambio di ambiente netto. Dal blu e dalle bombole si passa a vegetazione fitta, baie e pendii vulcanici. Quando non si scende in acqua, la giornata non si riempie di animazione: si osserva il mare, si sistema la macchina fotografica o si cammina sull'isola.

Una giornata a bordo

La giornata segue un ordine preciso, non un orario rigido. Prima del primo tuffo si fa il briefing con la lavagna; in genere la prima immersione del mattino è alle 8:00, la seconda alle 11:00 e la terza arriva dopo pranzo, intorno alle 14:30. Ogni uscita dura al massimo 60 minuti e il gruppo resta con la propria guida, in coppia, mentre lo skiff aspetta il rientro. Risaliti a bordo della barca d'appoggio, si lascia l'attrezzatura al suo posto e le bombole vengono ricaricate direttamente lì: non si trascinano avanti e indietro nave, bombole e macchina fotografica. Tra i tuffi arrivano colazione, pranzo o spuntini, poi c'è tempo per stare all'ombra, asciugarsi sul ponte, preparare la fotocamera o riposare nel salone. La navigazione si inserisce tra gli spostamenti verso i siti e le giornate di traversata. Le immersioni notturne sono disponibili come attività opzionale, non fanno parte del ritmo standard dichiarato.

Cosa si mangia a bordo

La cucina accompagna il ritmo delle immersioni con tre pasti principali e spuntini durante la giornata. Viene servita una cucina occidentale, spesso a buffet, con opzioni vegetariane e vegane; sono disponibili bevande analcoliche, birra e vino. I resoconti di bordo descrivono pasti abbondanti e curati, con verdure, frutta fresca e dolci che arrivano nei momenti giusti dopo l'acqua. Non è un dettaglio secondario: con tre immersioni e una traversata lunga, una colazione completa e uno spuntino già pronto sul rientro valgono più di un menu elaborato letto sulla carta. La cena può svolgersi anche all'aperto e, in alcune serate, lascia spazio al barbecue. La cucina non segue una tradizione costaricana dichiarata; punta piuttosto a soddisfare gruppi internazionali e diverse esigenze alimentari senza complicare il servizio.

Le notti in mare

Le notti sono più pratiche che scenografiche, ma le cabine hanno ciò che serve dopo una giornata in corrente: aria condizionata regolabile, bagno privato, doccia calda, armadietti personali, ripiani, cassetti e prese da 110 volt. Le cabine del ponte inferiore hanno letti singoli oppure un letto queen con cuccetta singola opzionale e un oblò circolare. Le due suite del ponte superiore aggiungono grandi finestre, scrivania con sedia, superfici del bagno in granito e opere dipinte a mano sulle pareti. La luce naturale cambia molto tra le due categorie: sopra si guarda il mare attraverso finestre ampie, sotto si dorme con l'oblò. La moquette e il servizio di pulizia quotidiano tengono gli spazi ordinati, mentre la lavanderia gratuita evita di riempire la valigia per una spedizione di quasi due settimane. La cabina serve soprattutto a recuperare energie tra una giornata di mare e la successiva.

twin con letti a castello, ponte inferiore

Cabine twin/matrimoniali, ponte inferiore

Suite, ponte superiore

Cosa sapere prima di imbarcarsi

La crociera parte da Puntarenas e vi fa ritorno, con rotta di andata e ritorno verso Cocos Island. I trasferimenti locali collegati al viaggio sono previsti nell'organizzazione della partenza; le comunicazioni operative arrivano ai partecipanti prima dell'imbarco. Per una traversata così lunga conviene arrivare in Costa Rica la sera precedente, così un ritardo aereo non mette a rischio la partenza dal porto.

Piantina della barca

Anno di costruzione
1994
Lunghezza
35,1 m
Larghezza
7,9 m
Numero massimo di passeggeri
20
Numero di cabine
10
Numero di bagni
10
Motori
Bimotore GM 16V92 / 1200 CV in totale
Velocità di crociera
9,5 nodi
Gommoni d'appoggio
Due barche da immersione in vetroresina da 7,3 m per uso intensivo, battello semirigido da 5,2 m con fondo rigido
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