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Crociere · Papua Nuova Guinea

Oceania, catamarano per i reef remoti del Mare di Bismarck

Ciò che rende unica questa barca

  • Catamarano da crociera subacquea con cabine sopra il ponte, bagno privato, vista sul mare e aria condizionata individuale.
  • Il ponte di immersione ha una piattaforma a livello dell’acqua, assistenza dell’equipaggio e due gommoni d’appoggio.
  • Le rotte raggiungono Kimbe Bay, Fathers Reefs, le Witu Islands e, in alcuni periodi, Rabaul, Milne Bay e Kavieng.
  • A bordo si trovano nitrox disponibile con supplemento, adattatori DIN, spazio ombreggiato per le immersioni e risciacquo separato per le fotocamere.
  • La barca propone itinerari da 9 a 15 giorni, con formule più brevi nella stagione di metà anno.

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L’invito

Oceania è una scelta per chi vuole passare la settimana sul reef, non in una cabina galleggiante che si limita a portare da un punto all’altro. Parte dalle acque della Papua Nuova Guinea e cerca i paesaggi vulcanici, i banchi di pesce e i siti lontani dalle rotte più battute del Mare di Bismarck. Kimbe Bay, Fathers Reefs e Witu Islands formano il nucleo delle crociere più note; altre partenze raggiungono Rabaul, Milne Bay, New Ireland e Kavieng. Il punto forte non è una singola immersione, ma la possibilità di cambiare area seguendo le condizioni del mare. Sott’acqua l’orientamento dichiarato è chiaro: correnti generalmente contenute, immersioni accessibili e molta vita di barriera. Per chi cerca soprattutto grandi pareti, pinnacoli vulcanici, relitti o macro, la scelta dell’itinerario conta più della barca stessa.

Salire a bordo

Oceania ha il profilo di un catamarano da lavoro pensato per subacquei che devono entrare e uscire dall’acqua molte volte, senza trasformare ogni passaggio in una manovra complicata. Il refit del 2018 sostiene l’impressione di una barca aggiornata e funzionale, con spazi interni climatizzati e cabine sopra il ponte. Il salone e le aree comuni sono raccolti, mentre il ponte superiore lascia più respiro durante la navigazione e gli intervalli. La disposizione permette di avere il mare vicino anche quando non si è in immersione: le cabine hanno vista sull’oceano e il sun deck guarda verso la rotta. Le partenze più frequenti avvengono da Walindi, nella baia di Kimbe; alcune crociere usano invece altri porti della Papua Nuova Guinea. Non è una barca scelta per l’isolamento totale o per il lusso formale, ma per arrivare ai reef con una logistica subacquea ben risolta.

L’atmosfera a bordo

Oceania ospita un gruppo abbastanza contenuto da rendere naturale incontrarsi ogni giorno negli stessi spazi: sul ponte di immersione, al tavolo del salone e durante gli intervalli. L’equipaggio parla inglese e, oltre a gestire la barca, aiuta concretamente con l’attrezzatura quando si entra e si esce dall’acqua. È questo il tipo di presenza che si nota dopo la terza immersione, quando una cinghia bagnata o una bombola da spostare diventano più importanti di qualsiasi formalità. La sera il salone raccoglie il gruppo per la cena, mentre il ponte superiore serve per guardare il tramonto o restare fuori con un bicchiere. La barca è stata valutata molto bene per scafo e cibo, mentre il punteggio delle immersioni è leggermente più basso: il segnale è che l’esperienza a bordo convince più della promessa di trovare sempre condizioni perfette sott’acqua. Le rotte restano infatti legate al meteo e possono cambiare area.

I siti che si immergono

Le crociere ruotano attorno a tre aree: Kimbe Bay, Witu Islands e Fathers Reefs. A Kimbe Bay, Susan’s Reef punta su gorgonie e fruste rosse, Inglis Shoal sale da acque profonde fino a 11 metri e attira tonni, barracuda e carangidi; Christine’s Reef è più adatto alla fotografia, tra grandi spugne a barile e ventagli di gorgonia. The Zero è un relitto di aereo giapponese conservato in acqua bassa, ma il fondale limoso lo rende dipendente dal meteo. Fathers Reefs offre seamount, archi e passaggi nella roccia: Jaynes Gully è noto per il macro, mentre The Arch combina coralli molli e swim-through. Alle Witu Islands si passa dalle baie di sabbia nera di Wire Bay ai banchi di pesce di Krackafat. Le partenze registrate durano da 9 giorni e 8 notti fino a 15 giorni e 14 notti; alcune collegano Kimbe Bay a Kavieng.

Cosa si incontra sott’acqua

Sui reef della Papua Nuova Guinea il panorama ricorrente è fatto di coralli sani, pesci di barriera e banchi di barracuda, tonni e carangidi. Sui reef offshore possono comparire squali di barriera, squali martello, silvertip, razze e tartarughe; un branco residente di delfini frequenta le acque della crociera. Gli incontri più grandi restano occasionali: sono state segnalate orche, globicefali e squali balena nel Mare di Bismarck e nella West New Britain. Il carattere cambia molto da sito a sito. A Inglis Shoal si cercano pelagici tra barracuda, tonni e carangidi; a Wire Bay la sabbia nera favorisce pesci scorpione foglia, nudibranchi e gamberetti, anche nelle immersioni notturne. A Jaynes Gully il motivo è il macro, con cavallucci pigmei, granchi e gamberetti associati ai crinoidi. Negli itinerari di Milne Bay, Home of the Giants è una stazione di pulizia dove le mante di barriera possono sostare davanti ai subacquei.

Chi vi mette in acqua

L’equipaggio parla inglese e il personale è presente sul ponte per aiutare i subacquei nelle fasi di entrata e uscita dall’acqua. La gestione operativa comprende due gommoni d’appoggio, ossigeno, kit di primo soccorso e personale formato al primo soccorso. Sono inoltre presenti radio VHF/DSC/SSB, GPS, radar, sonar, radiobalise e sistemi di allarme della barca. Non sono indicati il numero di guide o istruttori, il rapporto guida-subacquei, le qualifiche individuali, i corsi svolti a bordo o un numero minimo di immersioni registrate. I briefing e la composizione dei gruppi possono quindi dipendere dalla rotta e dal livello dei partecipanti. Le immersioni sono descritte generalmente come facili e con corrente bassa, ma i reef offshore di Fathers Reefs e altri siti esposti possono avere condizioni diverse: il briefing locale resta il riferimento per decidere come entrare, seguire il reef e rientrare sul gommone o sulla barca.

Il ponte di immersione e l’attrezzatura

Il ponte di immersione è costruito per ridurre il lavoro tra una discesa e l’altra. Una passerella a livello dell’acqua sul retro rende più semplice entrare e risalire, mentre il personale assiste nella gestione dell’attrezzatura. Durante alcune immersioni viene usato un gommone dedicato; a bordo ce ne sono due. Il ponte è ombreggiato e dispone di una piattaforma di immersione, docce esterne e asciugamani da ponte. Sono presenti adattatori DIN e nitrox, ma il nitrox è una prestazione opzionale e non va considerato incluso. Il risciacquo delle fotocamere è separato e c’è uno spazio dedicato alla ricarica. La dotazione pubblicata non specifica volume o materiale delle bombole, tipo di compressore, marche dell’attrezzatura a noleggio, tavolo fotografico o sistema di recupero con pallone: chi viaggia con configurazioni particolari deve quindi verificare la compatibilità prima della partenza.

Tra due immersioni

Il sun deck è il posto principale per passare l’intervallo: ha tavoli e sedie sia al sole sia all’ombra, con spazio per leggere, asciugarsi o guardare la costa sfilare durante i trasferimenti tra i siti. Sul retro del ponte intermedio ci sono divani sotto una copertura, utili quando il sole tropicale pesa più del previsto. Il salone offre invece un divano ampio, prese di ricarica lungo il bordo e tè e caffè disponibili durante la giornata. L’area barbecue esterna aggiunge un punto informale per le ore senza immersione. Per chi porta una macchina fotografica, il risciacquo separato evita di condividere la stessa vasca con maschere, computer e attrezzatura generale. Il tempo di navigazione non viene riempito con attività obbligatorie: qui il valore sta nel poter fare poco, restando però all’aperto e con il mare davanti.

Una giornata a bordo

La giornata comincia con qualcosa di leggero prima della prima immersione, seguita dal rientro per la colazione calda. Tra un’immersione e l’altra il gruppo si sposta tra il ponte ombreggiato, il sun deck e il salone, mentre la barca naviga verso il reef successivo quando l’itinerario lo richiede. Uno spuntino arriva a metà mattina, il pranzo è normalmente a buffet e un altro spuntino precede l’ultima immersione della giornata. Non viene pubblicato un orario fisso per ogni tappa, né un numero garantito di immersioni quotidiane: cambiano area, meteo e programma. La sera si cena à la carte e il ponte superiore diventa il posto per restare all’aperto. L’immersione notturna non è indicata come parte fissa di ogni crociera; a Wire Bay viene descritta come una possibilità particolarmente interessante. Il giorno prima dello sbarco l’ultima immersione avviene prima di pranzo, poi l’equipaggio lava e asciuga l’attrezzatura mentre Oceania raggiunge il porto.

Cosa si mangia a bordo

La giornata alimentare comincia con una colazione continentale prima della prima immersione, indicata prima delle 6:30, e prosegue con piatti caldi ordinabili dopo il rientro: uova, pancake e bacon sono tra gli esempi proposti. Seguono uno spuntino a metà mattina e uno a metà pomeriggio, mentre frutta fresca e bevande analcoliche restano disponibili nel salone. Il pranzo è normalmente a buffet, con insalate, piatti caldi e preparazioni variabili. La cena è à la carte e punta sulla cucina casalinga, usando quando possibile carne locale e pesce appena pescato. A bordo compaiono sia ricette occidentali sia prodotti locali, con opzioni vegetariane e vegane. Il vino è previsto a cena; birra e altre bevande alcoliche sono disponibili separatamente. In una crociera subacquea questa organizzazione funziona perché il pasto caldo arriva quando il gruppo è già risalito e ha avuto il tempo di togliersi la muta.

Le notti in mare

Le otto cabine sono tutte sopra il ponte, con vista sul mare, bagno privato e aria condizionata regolabile. Le tre cabine Queen hanno letto matrimoniale; le cinque Twin hanno due letti separati. Dopo il refit sono state dotate di prese internazionali, prese USB, luci individuali, spazio sotto il letto e doccia con soffione fisso e manuale. Sono dettagli che contano dopo una giornata bagnata di sale: si può ricaricare una torcia senza occupare il salone e tenere l’attrezzatura personale fuori dal passaggio. La notte resta quella di una barca in navigazione, con i rumori dei motori e dell’acqua più presenti che in un resort. Per il riposo aiutano la cabina privata e il controllo indipendente dell’aria condizionata; chi cerca silenzio assoluto dovrebbe considerare la posizione della cabina al momento della prenotazione.

Cabine Queen

Cabine twin

Cosa sapere prima di imbarcarsi

La maggior parte delle crociere parte e rientra a Walindi Resort, nella baia di Kimbe, con Hoskins Airport come aeroporto più vicino. Alcuni itinerari partono o terminano invece a Rabaul, Alotau o Kavieng, quindi il porto corretto dipende dalla rotta scelta. Lo staff organizza il trasferimento dall’aeroporto il giorno della partenza oppure dall’hotel o resort, con imbarco indicato dalle 16 in poi; la disponibilità può dipendere dalla struttura in cui si soggiorna. Per ridurre il rischio di perdere il collegamento con una partenza remota, è prudente arrivare in Papua Nuova Guinea la sera prima.

Piantina della barca

Anno di costruzione
2001
Anno di ristrutturazione
2018
Lunghezza
27 m
Larghezza
9 m
Numero massimo di passeggeri
16
Numero di cabine
8
Numero di bagni
9
Motori
Caterpillar 3306 turbodiesel
Velocità di crociera
13 nodi
Gommoni d'appoggio
2
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