
European Diving School
Google 4,9/5 (452 recensioni)
a 5 km in linea d’aria
Hyères · Francia · Mediterraneo
Prof. max. · 40 mIl Michel C, cargo del XIX secolo, offre un'immersione su un relitto frammentato, dove la prua e le sue gru di Capon, a 39 metri, contrastano con la distruzione della poppa, rifugio per gamberi e murene.
Per i sottotitoli in italiano: avvia prima il videopoi clicca sulla rotellain alto a destra del video, seleziona «Sottotitoli», poi «Traduci automaticamente» e scegli «Italiano».
Il Michel C giace sul suo fianco di babordo, appoggiato sul culmine di una formazione rocciosa a circa 100 metri dal relitto del Ville De Grasse. Questo cargo, affondato nel 1917 e poi di nuovo nel 1944, a poche miglia dalla costa tra Cavalaire e Sainte Maxime, è oggi un sito d'immersione che offre una visione della storia sottomarina e della sua appropriazione da parte della vita marina.
L'immersione sul Michel C si sviluppa tra i 28 e i 40 metri di profondità, con la parte più profonda che si trova sulla prua a 39 metri. Quest'ultima, nonostante la sua storia, è ancora ben conservata e mantiene intatti i suoi argani e le gru di Capon, offrendo scorci riconoscibili dell'antica struttura. L'interno della prua è accessibile, consentendo una penetrazione limitata per coloro che hanno la formazione adeguata e il rispetto per la sicurezza.
La sezione centrale del relitto è invece più danneggiata e collassata. Qui, solo i macchinari resistono, testimoniando la potenza della nave e la durezza degli eventi che l'hanno portata sul fondo. Le lamiere contorte creano un labirinto di anfratti che fungono da nascondiglio e rifugio per diverse specie marine, favorendo biodiversità in un ambiente altrimenti spoglio.
Avvicinandosi alla poppa, la distruzione diventa quasi totale a 32 metri: ciò che resta è quasi irriconoscibile, a parte l'albero dell'elica e un'unica pala. L'oliva del timone e il ponte di poppa riposano sul fondale sabbioso, sparsi e frammentati. Questa vista ci ricorda la violenza delle forze coinvolte negli affondamenti del relitto.
Nonostante i danni, il Michel C brulica di vita. Grandi gamberi si trovano tra le lamiere della prua, mentre gronghi e murene popolano le numerose fessure e nascondigli del relitto. Un imponente cernia si posiziona a volte sulla prua, mentre banchi di spigole e cefali passano nel blu adiacente, mantenendo una certa distanza dalla struttura distrutta.
Il relitto stesso non è colonizzato da grandi estensioni di gorgonie, ma le formazioni rocciose e le pareti che circondano il Michel C sono ricoperte da queste forme di vita sessili. Queste aree circostanti offrono un contrasto visivo e biologico con il relitto, evidenziando come la vita marina si adatti e prosperi in diversi substrati. Le roccie circostanti scendono fino a oltre 45 metri, permettendo di esplorare anche oltre il relitto principale.
La natura del fondale e la vicinanza della costa rendono questo sito un punto di transito per alcune specie, ma anche un insediamento stabile per altre. La profondità e l'ambiente circostante offrono rifugio dalle correnti superficiali, ma il sito può essere soggetto a movimenti d'acqua variabili, che influenzano l'approccio all'immersione.
Il Michel C richiede subacquei con un livello N2 minimo, idealmente N2 esperto o equivalente, con almeno 50 immersioni registrate. Si immerge tra i 28 e i 40 metri di profondità. La corrente può essere significativa e imprevedibile, quindi è essenziale una buona gestione dell'assetto e della pinneggiata. La visibilità è generalmente buona ma sensibile alle condizioni meteo ed alla stagione. Non ci sono indicazioni specifiche sulla stagione migliore, ma i mesi di luglio, agosto e settembre sono generalmente favorevoli nell'area per la temperatura dell'acqua.
Per immergerti sul Le Michel C devi avere almeno un livello N2, idealmente N2 esperto o equivalente, e almeno 50 immersioni registrate. La gestione dell’assetto e della pinneggiata deve essere sicura, perché il sito può presentare correnti significative e imprevedibili, oltre a passaggi interni accessibili solo con formazione adeguata.
Il Le Michel C si esplora tra 28 e 40 metri. La prua raggiunge 39 metri ed è la parte più profonda del relitto, mentre la poppa distrutta si trova a 32 metri. Le formazioni rocciose circostanti scendono oltre 45 metri, permettendo di proseguire l’esplorazione oltre la struttura principale.
Sul Le Michel C la corrente può essere significativa e imprevedibile, quindi devi gestire bene assetto e pinneggiata. La visibilità è generalmente buona, ma varia in funzione del meteo e della stagione. Il sito può inoltre presentare movimenti d’acqua variabili, che influenzano l’avvicinamento e lo svolgimento dell’immersione.
Sul Le Michel C puoi osservare la prua conservata con argani e gru di Capon intatti, oltre a effettuare brevi penetrazioni nell’interno con formazione adeguata. Tra le lamiere vivono gamberi, gronghi e murene, mentre sulla prua possono trovarsi cernie. Nel blu nuotano banchi di spigole e cefali, e sulle rocce circostanti crescono gorgonie.