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Immersioni Playa del Carmen: reef, cénotes et requins-bouledogues

Pareti coralline, stalattiti illuminate dai cenotes, tartarughe e Squalo leuca: Playa del Carmen alterna immersioni caraibiche e giornate nell’entroterra.

Cosa rende unica questa destinazione

  • Cenote Tajma Ha, luce e roccia fino a 15 metri
  • Dreamgate, stalattiti e stalagmiti tra 5 e 9 metri
  • Tortugas, deriva da 10 a 30 metri
  • Pared Verde, parete profonda e Squalo leuca in inverno
  • Barracuda, banchi di pesce lungo una parete bassa
  • Shangri-La, tartarughe e razze sul reef poco profondo
  • Luglio-ottobre, mare generalmente più calmo
  • Inverno e inizio primavera, immersioni con Squalo leuca

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Presentazione

A Playa del Carmen la giornata può cominciare su una barriera corallina e finire nell’acqua dolce di un cenote. Il reef offre pareti basse, canali sabbiosi e immersioni alla deriva; nell’entroterra, Tajma Ha, Chikin Ha e Dreamgate cambiano completamente atmosfera, tra aloclini, stalattiti e giochi di luce. In inverno e all’inizio della primavera entra in scena anche lo Squalo leuca. È una base di soggiorno, non una destinazione da crociera.

Le immersioni qui

La parte marina si svolge spesso in corrente leggera o moderata, lasciando che il reef scorra sotto il subacqueo. A Barracuda una lunga parete bassa e formazioni coralline a dita accompagnano banchi di pesce, barracuda e vita minuta tra 8 e 20 metri. Tortugas scende dolcemente da 10 a 30 metri, mentre Pared Verde e Moc-Che Deep portano su pareti e profili tra 20 e 30,5 metri, con correnti più impegnative. Cerebros e Cueva del Pargo sono più tranquilli, con canali, blocchi di corallo e fondali tra 6 e 15 metri. Nei cenotes la corrente scompare: Tajma Ha e Chikin Ha offrono visibilità superiore ai 30 metri, alocline e luce radente; Dreamgate è più raccolto, con passaggi decorati e spazi stretti.

Tre immersioni da non perdere

La fauna sottomarina

Sul reef si incontrano tartarughe marine, razze e aquile di mare, oltre a murene verdi, murene, aragoste, cernie, lutiani, Plectorhinchus, pesci pappagallo e pesci trombetta. Barracuda è adatto a osservare grandi banchi di pesce e barracuda lungo la parete; a Sabalos gli aggregati di tarpon danno movimento alla deriva. Tortugas aggiunge grandi spugne a botte, tartarughe e la possibilità di vedere squali nutrice. Nei profili più profondi, come Pared Verde e Moc-Che Deep, la presenza stagionale dello Squalo leuca è l’attrazione principale. La finestra indicata è l’inverno e l’inizio della primavera: fuori stagione il reef resta interessante, ma non conviene costruire l’intero viaggio attorno a quell’incontro.

Possibili incontri subacquei

Quando andare

Per trovare il mare generalmente più calmo, la finestra più favorevole va da luglio a ottobre; è anche il periodo indicato come migliore per la stagione di rilevamento. Da gennaio a maggio le piogge risultano più deboli, una condizione utile per organizzare escursioni terrestri e giornate miste. La scelta, però, dipende dall’obiettivo: chi cerca soprattutto lo Squalo leuca deve orientarsi verso l’inverno e l’inizio della primavera, mentre chi vuole ridurre il rischio di giornate marine più mosse può privilegiare luglio-ottobre. In ogni caso, il programma va costruito lasciando spazio a cambi di sito.

Questa costa è esposta agli spiaggiamenti di sargassi, la cui intensità varia molto da un anno all’altro. Per saperne di più, vedi il riquadro «Allerta sargassi» in questa pagina.

Livello richiesto

I reef poco profondi sono adatti anche a chi possiede un brevetto Open Water FIPSAS/CMAS, purché abbia confidenza con la deriva e con una corrente che può aumentare sul bordo della parete. Advanced è utile, e in alcuni casi necessario, per i profili tra 20 e 30 metri di Pared Verde e Moc-Che Deep, soprattutto con corrente moderata. Dreamgate richiede ottimo controllo dell’assetto e familiarità con spazi ristretti. Il Nitrox può avere senso nelle giornate con più immersioni, mentre i cenotes richiedono preparazione specifica e un briefing accurato.

Sul posto

Dall’Italia il viaggio si organizza partendo da Milano Malpensa, Roma Fiumicino o Venezia e raggiungendo l’aeroporto di Cancún; da lì si prosegue su strada verso Playa del Carmen. Non serve alcun traghetto per arrivare alla destinazione. Una volta in città, molti alloggi consentono di raggiungere il diving a piedi, in taxi o con il trasferimento predisposto dall’operatore. Le uscite in barca partono dal fronte mare, mentre i cenotes richiedono trasferimenti terrestri brevi o medi verso l’interno della penisola dello Yucatán. È quindi importante non sovrapporre le due logistiche: una giornata in mare e una giornata ai cenotes non sono intercambiabili, soprattutto se si considera il tempo di strada.

Consigli del posto

Playa del Carmen rende di più quando il soggiorno viene diviso in blocchi: una o più giornate sui reef, una giornata dedicata ai cenotes e, nella stagione giusta, un’uscita per lo Squalo leuca. Tajma Ha e Chikin Ha sono esperienze molto diverse dalla deriva marina; Dreamgate aggiunge spazi stretti e richiede un assetto davvero preciso, anche se la profondità resta contenuta. Per i reef profondi, conviene arrivare con esperienza recente in corrente e immersione profonda, non considerarli una semplice estensione dei siti da 10-15 metri. Le uscite più impegnative vanno collocate all’inizio del soggiorno, lasciando margine per eventuali cambiamenti. Chi punta allo Squalo leuca deve proteggere la finestra invernale o di inizio primavera, invece di sperare in un avvistamento fuori calendario. Meglio inoltre separare i giorni di mare da quelli nell’entroterra: i tempi di trasferimento ai cenotes possono assorbire più di quanto suggerisca la vicinanza sulla mappa.

Organizzare il soggiorno

Cinque-sette giorni permettono di alternare reef poco profondi, pareti più profonde e almeno una giornata ai cenotes senza comprimere tutto. La base resta Playa del Carmen, con servizi e spostamenti semplici tra alloggio, diving e imbarco. Un accompagnatore non plongeur trova facilmente spiagge, frontemare, siti maya ed escursioni terrestri nella Riviera Maya. Prima del volo di rientro è prudente tenere una giornata senza immersioni, dedicandola ad attività leggere in superficie.

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