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Riunione · Oceano Indiano

Immersioni La Réunion: pareti vulcaniche, grotte e balene

Pareti che scendono oltre settanta metri, archi nella laguna, relitti profondi e balene a bosse tra luglio e ottobre.

Cosa rende unica questa destinazione

  • La Pointe Au Sel, parete oceanica oltre settanta metri
  • Sec Jaune, corallo giallo tra cinque e cinquanta metri
  • Hia Sang, relitto taiwanese posato a circa cinquantacinque metri
  • Passe de l’Ermitage, tunnel, canyon e stazioni delle tartarughe
  • Bossy's Canyon, plateau corallino tra tombanti fino a quarantacinque metri
  • Le Chien, piccola grotta e nudibranchi nelle immersioni notturne
  • Balene a bosse da luglio a ottobre lungo la costa

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Presentazione

La Réunion è un’isola da vivere con base a terra, alternando immersioni e giornate fra montagne, lava e belvedere. Sott’acqua il carattere è vulcanico: pareti, archi, grotte, canyon e plateau corallini sostituiscono il paesaggio uniforme della barriera tropicale. La costa occidentale concentra le uscite, dalla riva e in barca, con siti per diversi livelli e alcune immersioni profonde riservate a chi ha esperienza. Il passaggio delle balene a bosse aggiunge una stagione precisa al viaggio.

Le immersioni qui

La topografia è il motivo per cui si viene qui: alla Pointe Au Sel l’altopiano precipita lungo una parete che supera i settanta metri; al Sec Jaune il corallo giallo veste una secca esplorabile fra fenditure e zone più riparate. La Passe de l’Ermitage porta fra tunnel, canyon e grotte, mentre Bossy's Canyon alterna tombanti e plateau corallini. Le uscite sono soprattutto costiere, con alcune partenze in barca, e la corrente in genere è leggera ma diventa variabile o sostenuta sui punti esposti. La visibilità può cambiare con la risacca, la pioggia e lo stato della superficie: non conviene giudicare il mare dalla sola meteo sulla terraferma. I relitti Navarra e Hia Sang, la grotta profonda di Quai Corail e le pareti più impegnative richiedono pianificazione, controllo dell’assetto e gestione rigorosa della profondità.

Tre immersioni da non perdere

La fauna sottomarina

La fauna alterna incontri di barriera e passaggi pelagici. Sui rilievi e nei pressi delle grotte si possono osservare carangidi, Carangide, Lutiano, Barracuda e Polpo; per chi cerca soggetti piccoli, La Pierre Du Prefet è associata alla macrofauna e in particolare al pesce foglia, mentre Le Chien è apprezzato per i Nudibranchio nelle uscite notturne. Tartaruga marina, Trigone e Aquila di mare compaiono sui percorsi della Passe de l’Ermitage, dove sono segnalate stazioni di pulizia delle tartarughe. Tonno, Delfino, Manta e Squalo balena appartengono agli incontri possibili ma non costituiscono il motivo principale per scegliere l’isola. Gli Squalo di barriera sono presenti durante tutto l’anno; la finestra più riconoscibile resta quella delle balene a bosse, da luglio a ottobre, quando il viaggio può unire immersione e osservazione in superficie.

Possibili incontri subacquei

Quando andare

Il periodo più favorevole va da maggio a novembre, durante l’inverno australe e l’inizio della primavera: l’aria è meno esposta alle perturbazioni dell’estate australe e il mare offre in genere condizioni più gestibili. Da luglio a ottobre passa anche la stagione delle balene a bosse, con maggiore interesse e affluenza. Gennaio, febbraio e marzo sono mesi meno indicati perché più umidi e soggetti a perturbazioni meteorologiche. Anche nella stagione buona la costa resta oceanica: pioggia, risacca e onda possono modificare il programma da un giorno all’altro.

Livello richiesto

La Réunion accoglie anche chi è all’inizio, soprattutto sui percorsi costieri riparati e nelle sezioni meno profonde. Per godere davvero di pareti, grotte e immersioni in corrente serve però una buona acquaticità, oltre a un assetto preciso. Per un subacqueo FIPSAS/CMAS, un brevetto Advanced o equivalente è utile sui siti profondi e più esposti; il Nitrox può accompagnare un programma con più giornate d’immersione. Navarra, Hia Sang e La Pointe Au Sel non sono scelte da improvvisare: richiedono esperienza specifica.

Sul posto

Dall’Italia si parte da Milano Malpensa, Roma Fiumicino o Venezia, raggiungendo in volo l’aeroporto di Saint-Denis, spesso con uno scalo. Il viaggio complessivo dall’Europa occidentale richiede in genere tredici-sedici ore, quindi è preferibile arrivare durante il giorno e non programmare subito immersioni impegnative. La zona operativa è sulla costa occidentale: da Saint-Denis si prosegue su strada per circa quarantacinque-novanta minuti, secondo il settore scelto. Non serve alcun traghetto per raggiungere i principali punti d’immersione. Una volta sistemati sulla costa ovest, i centri sono spesso raggiungibili a piedi, con una breve navetta o in taxi; per un soggiorno breve conviene stare nell’asse Saint-Gilles, La Saline o Saint-Leu.

Consigli del posto

La prima scelta pratica è dormire sulla costa occidentale: partire ogni mattina dall’interno o da Saint-Denis aggiunge strada proprio quando il mare può imporre cambi di programma. Le immersioni più profonde o esposte vanno messe nei primi giorni, lasciando una giornata libera alla fine: la pioggia sull’isola non dice sempre come sarà la risacca sul punto d’ingresso. È importante chiedere in anticipo se l’uscita prevista parte dalla riva o in barca, perché cambiano orari, fatica e gestione dell’attrezzatura. Chi porta pinne o maschera con cui si trova bene farebbe meglio a metterle in valigia: su un’isola le taglie disponibili possono essere limitate. Durante la stagione delle balene è prudente organizzare presto le attività di superficie, senza trasformare ogni giornata in una promessa di grandi pelagici. Sui fondali rocciosi, archi e surplombi richiedono un assetto pulito: una pinneggiata imprecisa si paga più che su un fondo sabbioso. Nel Parco naturale marino non si tocca la vita marina, non si raccolgono elementi naturali e si rispettano le eventuali zone in cui l’ancoraggio è vietato.

Organizzare il soggiorno

Il formato ideale è un soggiorno di sette-dieci giorni con base fissa sulla costa ovest. Le giornate di immersione possono alternarsi a escursioni nei circhi vulcanici, passeggiate sul litorale di lava, mercati e belvedere. Una giornata senza mare non è un ripiego: serve a esplorare l’interno o a recuperare margine se la risacca ha spostato un’uscita. L’isola si presta a un viaggio condiviso anche con chi non si immerge, grazie alla varietà delle attività terrestri.

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Ciao, sono Marina, l’assistente IA di DivingDeal.com. Ti oriento tra destinazioni, zone e paesi.

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