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Crociere · Egitto

Sea Serpent Grand, una grande piattaforma per il Mar Rosso lontano

Ciò che rende unica questa barca

  • Il grande ponte immersioni è a livello dell’acqua e lascia spazio a 28 subacquei.
  • Il nitrox al 28–32% è disponibile gratuitamente, con ricariche per ossigeno, trimix ed elio-ossigeno per la subacquea tecnica.
  • Le 14 cabine hanno bagno privato, aria condizionata e categorie diverse, comprese suite e cabine con finestra panoramica.
  • Le crociere registrate durano 8 giorni e 7 notti e partono e rientrano a Hurghada.

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L’invito

La Sea Serpent Grand si sceglie quando il viaggio deve ruotare attorno alle immersioni, senza rinunciare allo spazio dopo il rientro in barca. Il suo punto distintivo è una piattaforma enorme e bassa sull’acqua: l’attrezzatura resta pronta, i gommoni sono vicini e il passaggio dalla cabina al tuffo non diventa una processione. Le rotte portano verso pareti profonde e pelagici a Brothers, Daedalus ed Elphinstone, oppure verso lo Stretto di Tiran, Dahab e il Blue Hole. Qui trovano posto anche subacquei tecnici, rebreather e sidemount, ma la barca non è riservata a loro: le immersioni più tranquille del nord e i giardini corallini fanno da contrappeso ai reef oceanici. È una scelta sensata per chi vuole una settimana piena d’acqua, con una nave abbastanza grande da distribuire bene persone, attrezzatura e momenti di riposo.

Salire a bordo

Salendo a bordo si capisce subito che la Grand è stata pensata più come piattaforma subacquea che come semplice trasporto tra i reef. Lo scafo in legno ha una presenza tradizionale, mentre gli interventi del 2020 e del 2024 sostengono un’impostazione più aggiornata negli interni e nelle cabine. Il salone climatizzato e le aree esterne permettono di allontanarsi dal ponte operativo quando serve silenzio. La disposizione è leggibile: si mangia e ci si riposa nella zona centrale, si sale verso i ponti aperti per il sole o la vista, e per l’immersione si scende direttamente alla piattaforma sull’acqua. Due gommoni fanno da collegamento con il reef e recuperano i subacquei dopo l’uscita. La sensazione non è quella di una barca raccolta dove tutti si muovono nello stesso metro quadrato; è quella di una base mobile capace di assorbire una giornata intensa senza intralciarsi.

L’atmosfera a bordo

A bordo si forma un gruppo di subacquei con livelli diversi, dai corsi open water e Advanced fino alla subacquea tecnica e al rebreather. La dimensione della nave evita però che ogni momento diventi una riunione: chi vuole parlare si ritrova al tavolo, al bar o nel salone, chi ha bisogno di dormire trova angoli più appartati sui ponti. Il personale di coperta lavora in modo molto visibile durante le entrate e le uscite dall’acqua, preparando, spostando e recuperando l’attrezzatura senza lasciare il subacqueo a gestire tutto da solo. La sera il gruppo si ricompone attorno alla cena, alle fotografie e al racconto dell’ultimo reef. Le esperienze a bordo insistono su ordine, pulizia, cibo vario e guide capaci di seguire persone con esperienza diversa. È una barca da 28 ospiti, non un piccolo charter privato: il vantaggio è avere spazio e servizi; in cambio, la settimana si vive con un gruppo numeroso.

I siti che si immergono

Le partenze registrate seguono due grandi direzioni, entrambe di 8 giorni e 7 notti da Hurghada a Hurghada. North–Straits of Tiran–Dahab porta verso i reef di Jackson, Thomas, Woodhouse e Gordon, poi verso Blue Hole, Ras Abu Galum, Napoleon Reef, The Islands e Gabr el Bint: il Blue Hole arriva a -130 m, mentre The Islands resta a -18 m, con un contrasto netto tra immersione tecnica e giardini accessibili. Brothers–DaedalusElphinstone è la rotta per pareti oceaniche, relitti e grandi pelagici: Brothers Islands arriva a -85 m, Daedalus offre pareti e coralli nel blu, ed Elphinstone scende a -60 m, con possibilità di squali oceanici, martello e mante. North & Brothers mescola relitti e reef, con Shaab El Erg, Abu Kifan, Panorama Reef e i relitti Aida e Numidia. Tra le tappe più tranquille ci sono Fanadir North a -30 m, Gotha Abu Nugar North a -9 m e Shaab Sabina a -14 m; Shaab Ruhr Umm Gamar e El Fanadir arrivano entrambi a -40 m.

Cosa si incontra sott’acqua

Su questa rete di itinerari ricorrono tartarughe, murene, barracuda, carangidi, pesci napoleone, tonni, anthias, scorfani, cernie e squali di barriera. Non è un acquario con specie assegnate a ogni tuffo: il reef offre il pesce piccolo e il blu può portare il grande. Elphinstone è il punto da cercare per il longimanus, il labro e i possibili incontri con squali martello, grigi, seta, balena e mante. A Brothers e Daedalus le pareti esposte e il mare aperto aumentano l’interesse per squali e altri pelagici; a Daedalus sono segnalati anche martello, manta e squalo balena. Il Blue Hole aggiunge pesci balestra e pesci pagliaccio, mentre Strait of Tiran è il sito preciso per tartaruga marina e pesce chirurgo. Shaab El Erg può offrire delfini, pesci vetro e nudibranchi; Ras Abu Galum è associato a carangidi dagli occhi grandi. Le specie locali vanno cercate, non promesse.

Chi vi mette in acqua

Le guide a bordo lavorano con gruppi internazionali e parlano inglese, tedesco, francese, spagnolo, russo, portoghese, polacco e italiano. Il rapporto esatto tra guida e gruppo può cambiare in base all’itinerario e al sito, ma la barca prevede da una a tre guide subacquee. I briefing servono a dividere i subacquei per esperienza e a chiarire correnti, rientro e uso dei gommoni; nei parchi marini la guida può fermare una persona da un’immersione o modificare la rotta quando le condizioni lo richiedono. A bordo si svolgono corsi SSI, compresi Advanced Open Water e specialità come nitrox, immersione profonda e relitti. Le immersioni sono non-deco e la crociera richiede certificazione subacquea valida; il numero di immersioni dipende dalla rotta. Per le emergenze sono presenti ossigeno, kit di primo soccorso, defibrillatore e sistemi di comunicazione e localizzazione, oltre a equipaggio formato al primo soccorso. Un briefing generale e un’esercitazione antincendio fanno parte dell’imbarco.

Il ponte di immersione e l’attrezzatura

Il ponte immersioni è il vero centro della Grand: si trova a livello dell’acqua, è ombreggiato e può gestire fino a 28 subacquei. Due gommoni d’appoggio con motori Yamaha da 65 HP portano i gruppi al punto d’ingresso e li recuperano dove riemergono, riducendo gli spostamenti a pinne tra barca e reef. A bordo ci sono tre compressori, due membrane nitrox e una stazione completa collegata a booster pump per miscelare elio e ossigeno. Il nitrox al 28–32% è gratuito; sono disponibili anche ricariche di ossigeno e trimix. Gli adattatori DIN coprono le configurazioni più comuni, mentre la subacquea tecnica, il rebreather e il sidemount sono previsti, con sidemount a una sola bombola. Vasche di risciacquo, risciacquo separato per le fotocamere, stazione fotografica, docce esterne e piattaforma ampia completano il lavoro. Il noleggio dell’attrezzatura è opzionale e va organizzato in anticipo.

Tra due immersioni

Tra un’immersione e l’altra la Grand offre una scelta reale, non un unico corridoio di passaggio. Il ponte immersioni ombreggiato serve per sistemare l’attrezzatura e rientrare senza restare al sole; i ponti superiori hanno lettini, materassini e spazio per leggere, dormire o lasciare asciugare una muta. Il salone climatizzato diventa utile nelle ore più calde e ospita una biblioteca, mentre la stazione fotografica e il risciacquo separato permettono di occuparsi delle fotocamere senza mescolarle al resto dell’attrezzatura. Durante la navigazione si può stare sul ponte d’osservazione o semplicemente seguire il mare dalla zona esterna. Un pomeriggio senza immersioni trova il suo senso soprattutto sulle rotte più impegnative: serve a recuperare energie prima della parete successiva, non a riempire un programma di animazione.

Una giornata a bordo

La giornata ruota attorno a tre o quattro immersioni, con briefing prima di ogni uscita e il ritorno sulla piattaforma o sui gommoni dopo il tuffo. Tra un’immersione e l’altra arrivano colazione, pranzo o snack, mentre il ponte ombreggiato e il ponte sole servono per asciugarsi, dormire o sistemare le fotografie. Nei tratti di trasferimento la barca naviga verso il reef successivo; il salone climatizzato diventa il riparo quando il sole è forte. La successione è semplice: si prepara l’attrezzatura, si ascolta il briefing, si entra in acqua, si rientra e si mangia prima di ricominciare. Il numero preciso di immersioni dipende dalla rotta e dalle condizioni. Le immersioni notturne non sono consentite nei parchi marini, quindi non vanno date per scontate. L’ultima giornata di immersioni si conclude normalmente verso metà giornata del giorno prima della partenza.

Cosa si mangia a bordo

La cucina alterna piatti europei ed egiziani, pesce locale fresco e sushi, con pane e prodotti da forno preparati a bordo. La tavola segue il ritmo delle immersioni: colazione, pranzo e cena arrivano come pasti completi, mentre snack, frutta, succhi, tè, caffè e bevande analcoliche tengono insieme gli intervalli in cui si torna affamati dall’acqua. Il buffet lascia scegliere senza appesantire ogni pausa, cosa utile in una giornata da tre o quattro immersioni. Le richieste vegetariane, vegane e senza glutine vengono prese in considerazione. Quando il tempo lo permette si mangia anche all’aperto; il barbecue e la cena speciale cambiano il tono della serata senza trasformare la crociera in un ristorante distante dal suo vero scopo. Il punto forte della tavola è la varietà: dopo più giorni di mare, non ci si trova davanti allo stesso piatto ripetuto con un nome diverso.

Le notti in mare

Le notti si passano in cabine con bagno privato, aria condizionata e controllo individuale della temperatura. Le categorie vanno dalle Standard Twin sui ponti inferiori e superiori alle cabine con letto matrimoniale e alle suite sui ponti principali o superiori; le finestre panoramiche danno alle cabine una relazione più diretta con il mare. Non sono metri quadrati da scegliere alla cieca: chi soffre il movimento o vuole più luce guarderà alle sistemazioni superiori, mentre chi preferisce praticità può orientarsi sulle cabine standard. Dopo cena il salone climatizzato offre libri, intrattenimento audio-video e un posto per scaricare le fotografie; fuori, il ponte sole resta il luogo per guardare il cielo e il profilo del mare. La pulizia quotidiana, gli asciugamani e il bagno in cabina fanno la differenza quando la cuccetta viene usata tra un’immersione e l’altra.

twin standard, ponte inferiore

matrimoniale, ponte inferiore

Suite, ponte principale

twin standard, ponte superiore

Suite, ponte superiore

Cosa sapere prima di imbarcarsi

Le partenze registrate della Sea Serpent Grand sono da Hurghada e rientrano a Hurghada. La flotta opera anche da Marsa Alam/Port Ghaleb, quindi il porto può cambiare in base al programma della barca. Sono previsti trasferimenti da aeroporto o hotel alla barca e ritorno; all’arrivo un rappresentante attende il subacqueo con il nome della nave e assiste nel trasferimento. Arrivare la sera prima rende più semplice imbarcarsi senza trasformare un ritardo del volo in una corsa al molo.

Cosa fa la barca per l’oceano

La barca dispone di serbatoi per le acque reflue e di un sistema di trattamento delle acque reflue. Produce acqua dolce a bordo con un dissalatore da 22.000 litri al giorno, riducendo la necessità di rifornimenti d’acqua a terra.

Anno di costruzione
2005
Anno di ristrutturazione
2020 & 2024
Lunghezza
44 m
Larghezza
8,5 m
Numero massimo di passeggeri
28
Numero di cabine
14
Numero di bagni
16
Motori
2 × 720 CV CAT
Velocità di crociera
10 nodi
Gommoni d'appoggio
2 × 65 CV Yamaha
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