
ACDC Diving
★ 5/5 (569 recensioni)
a 4 km in linea d’aria
Thailandia · Asia
Da Rawai si raggiungono i reef di Racha Yai, i relitti e le pareti di Racha Noi, con mante e squali balena nella stagione asciutta.
Rawai è una base sulla costa meridionale di Phuket, non un’isola dove entrare in acqua direttamente dalla spiaggia. Qui la giornata comincia sulla strada verso l’imbarcadero e prosegue in barca, verso Racha Yai, Racha Noi e altri siti del sud di Andaman. È una soluzione adatta a chi vuole alternare immersioni, escursioni e vita terrestre, mantenendo però la consapevolezza che il mare e il programma della barca determinano ogni uscita.
La caratteristica di Rawai è la possibilità di passare, nella stessa area di navigazione, dai fondali sabbiosi e riparati di Racha Yai alle pareti e ai passaggi rocciosi di Racha Noi. Racha Yai offre reef corallini, relitti e sculture sommerse fino a quaranta metri; a Racha Noi Banana Bay arriva a cinquanta metri, mentre le sezioni più profonde di Marina Bay richiedono preparazione tecnica. Siam Bay, tra cinque e venticinque metri, è adatta alla fotografia e all’osservazione lenta. Le correnti sono deboli nelle baie protette, ma possono diventare moderate o forti sui lati esposti. La visibilità è spesso buona nella stagione asciutta, ma risente di pioggia, vento, risacca e condizioni del mare. Le immersioni sono quindi soprattutto uscite giornaliere in barca, con difficoltà da facile a impegnativa secondo il sito.
Sui reef di Racha Yai si incontrano pesci di barriera, pesci farfalla, pesci pappagallo, pesci trombetta e lutiani, mentre tra sabbia, sculture e relitti possono comparire polpi, murene, pesci palla e pesci pietra. La fotografia ravvicinata trova soggetti nei nudibranchi e nelle creature macro, presenti durante tutto l’anno. Racha Noi aggiunge la possibilità di incontrare barracuda, tartarughe marine e squali di barriera lungo pareti e formazioni rocciose. Mante e squali balena sono presenze occasionali della stagione asciutta, soprattutto nei siti più esposti del sud di Andaman: non sono il motivo per cui ogni immersione manterrà la stessa promessa, ma rendono particolare una giornata favorevole.
La finestra più favorevole va da ottobre ad aprile, quando i rilievi indicano il mare più calmo e condizioni generalmente più regolari. Novembre e dicembre segnano il passaggio verso la stagione asciutta; da dicembre ad aprile le piogge sono in genere più deboli e la costa occidentale di Phuket risente meno della mousson del sud-ovest. Da maggio a ottobre vento, pioggia, risacca e mare formato possono modificare il programma o cancellare un’uscita. La stagione asciutta porta però anche più barche sui siti, soprattutto tra dicembre e marzo. Per cercare mante e squali balena, conviene restare nella stessa finestra, sapendo che si tratta di incontri occasionali.
Rawai si presta a tutti i livelli, perché le baie riparate e i fondali poco profondi di Racha Yai e Siam Bay permettono immersioni tranquille. Chi ha più esperienza può affrontare correnti variabili, mare aperto e le sezioni profonde di Racha Noi; Marina Bay arriva a settanta metri per i tecnici, mentre Racha Noi raggiunge ottanta metri nelle zone più impegnative. Per un programma di più giorni sono utili il brevetto Advanced e il Nitrox. I subacquei con formazione FIPSAS/CMAS dovrebbero verificare in anticipo che il programma corrisponda alla propria esperienza reale, soprattutto nei siti esposti.
Dall’Italia si parte da Milano Malpensa, Roma Fiumicino o Venezia, con un viaggio complessivo dall’Europa occidentale che richiede normalmente circa dodici-sedici ore, secondo scali e coincidenze. Arrivati a Phuket, Rawai si raggiunge su strada in circa un’ora-un’ora e un quarto, con tempi sensibili al traffico. La parte da non sottovalutare è il trasferimento terrestre prima dell’imbarco: le immersioni proseguono poi in barca verso le isole e i reef del sud. A Rawai e nelle altre zone del sud di Phuket ci si sposta abitualmente con taxi o trasferimenti locali, sia per raggiungere il diving sia per arrivare all’imbarcadero.
A Rawai bisogna chiarire prima della partenza se la barca va verso Phuket sud, le isole del parco nazionale oppure più lontano nel sud di Andaman: lo stesso punto di partenza può significare una giornata molto diversa per durata e condizioni. Non conviene arrivare pensando alla plongée du bord; senza uscita in barca si perde il senso della base. Per i siti esposti della costa occidentale è prudente lasciare un giorno libero, così un cambio di mare non compromette l’intero soggiorno. Le partenze molto mattutine aiutano a ridurre il peso del traffico stradale e delle giornate più affollate; anche evitare i fine settimana thailandesi può rendere più semplice la logistica. Nelle zone del parco nazionale non si tocca il corallo, non si raccolgono oggetti naturali e non si ancora. Un piccolo tagliafilo personale è sensato: tra linee e attrezzature presenti sui siti frequentati può servire davvero.
La formula più equilibrata è un soggiorno a terra di quattro-sette giorni, con più uscite giornaliere in barca e una giornata cuscinetto per il meteo o lo stato del mare. Rawai funziona bene per coppie e gruppi misti: chi non si immerge trova spiagge, ristorazione, escursioni e servizi sull’isola di Phuket. Le crociere hanno senso soprattutto per spingersi più lontano nel sud di Andaman; per il resto, si rientra ogni sera alla base.
Ciao, sono Marina, l’assistente IA di DivingDeal.com. Ti oriento tra destinazioni, zone e paesi.

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