
Sawasdee Divers
★ 5/5 (614 recensioni)
a 3,3 km in linea d’aria
Thailandia · Asia
Falaises karstiques, jardins corallins de Koh Haa, parois jusqu’à quarante mètres et passages entre grottes et pinacles composent les plongées au départ d’Ao Nang.
Per i sottotitoli in italiano: avvia prima il videopoi clicca sulla rotellain alto a destra del video, seleziona «Sottotitoli», poi «Traduci automaticamente» e scegli «Italiano».
Le pareti calcaree di Koh Haa e i passaggi tra grotte, canyon e pinacoli spiegano bene che cosa sia Ao Nang per un subacqueo: non una località da immersione dalla spiaggia, ma una base a terra per raggiungere in barca le isole di Krabi e, in alcuni programmi, l’area di Phi Phi. La giornata alterna immersioni, navigazione e rientro in una stazione balneare vivace, dove anche chi non si immerge trova facilmente spiagge ed escursioni.
Qui la topografia cambia rapidamente. A Koh Haa si passa dai giardini corallini della laguna, intorno ai cinque metri, a pareti che scendono oltre i trenta e a formazioni più articolate, come camini e cattedrali. Koh Haa Yai, conosciuta anche come Koh Haa 5, aggiunge grotte, canyon e pinnacoli; le zone più profonde arrivano oltre i quaranta metri e richiedono un’impostazione avanzata o tecnica. La corrente è in genere debole o moderata, ma può rinforzarsi con le maree. La visibilità non è costante: vento, moto ondoso e piogge la condizionano. Le immersioni sono soprattutto uscite giornaliere in barca, spesso con più tuffi e profili ripetitivi; il Nitrox può risultare pratico.
Sui reef e lungo le pareti si incontrano soprattutto murene e tartarughe marine, presenze adatte a una ricerca lenta tra anfratti, corallo e roccia. A Koh Haa, la varietà degli ambienti permette di alternare il controllo del fondo nella laguna all’osservazione delle pareti più profonde. Koh Haa Yai invita invece a guardare dentro grotte e canyon, senza perdere di vista i passaggi tra i pinnacoli. Nella regione possono comparire anche squali balena, mante e altri pesci pelagici di passaggio, ma si tratta di incontri occasionali, non di un appuntamento stagionale su cui costruire il viaggio. La fauna si apprezza quindi più per la combinazione di microambienti e rilievi che per la promessa di un singolo avvistamento.
La finestra più favorevole va da ottobre ad aprile: in questo periodo il mare tende a essere più calmo, mentre le piogge sono più contenute soprattutto da dicembre ad aprile. Per chi vuole privilegiare la navigazione confortevole e più giornate utili, novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo e aprile restano i mesi indicati. Da maggio a ottobre la stagione dei monsoni può portare vento, moto ondoso e piogge, rendendo più impegnative le traversate e meno regolare la qualità delle immersioni. Anche nella stagione asciutta conviene lasciare margine nel programma, perché Ao Nang dipende interamente dalle condizioni del mare.
Le uscite ricreative si rivolgono a tutti i livelli, purché il sito scelto sia adeguato alle condizioni del giorno. Le zone poco profonde di Koh Haa sono adatte anche a chi sta consolidando l’esperienza; grotte, pareti e profondità maggiori richiedono invece un brevetto avanzato e maggiore autonomia. Koh Haa Yai può superare i quaranta metri, quindi non va affrontata come una semplice immersione panoramica. Per un subacqueo FIPSAS/CMAS è utile verificare in anticipo l’equivalenza del brevetto richiesto dal programma. Il Nitrox è un’opzione sensata nelle giornate con più immersioni.
Dalle partenze italiane di Milano Malpensa, Roma Fiumicino o Venezia si raggiunge la Thailandia con collegamenti e coincidenze da organizzare prima del viaggio; Ao Nang non è una destinazione con arrivo aereo diretto sulla località. La struttura del trasferimento è semplice ma va rispettata: si arriva su strada fino a Krabi e da lì si prosegue verso Ao Nang, mentre le immersioni richiedono poi una barca per le isole vicine. Una volta in paese, gli hotel e i diving sono generalmente raggiungibili a piedi o con brevi trasferimenti locali. È utile concentrare alloggio e punto d’imbarco nella stessa zona, così la mattina non si aggiungono spostamenti inutili alla giornata di navigazione.
Ao Nang va programmata come una base di navigazione, non come un luogo dove uscire direttamente dalla spiaggia: chi cerca immersioni da riva rischia di partire con un’aspettativa sbagliata. Le partenze mattutine sono preferibili, perché riducono la sovrapposizione con il traffico delle escursioni e spesso offrono una navigazione più tranquilla. Il calendario deve restare flessibile: durante la stagione dei monsoni una giornata di mare mosso può cambiare il programma, quindi è prudente non concentrare tutte le immersioni in un’unica data. Per più giornate consecutive, il Nitrox aiuta a gestire i profili ripetitivi delle uscite in barca. Meglio dormire nella stessa zona del punto d’imbarco, usare un sacco morbido e compatto e portare con sé protezione per il cambio, logbook e brevetti. Nel parco non si tocca né si raccoglie nulla e non si ancora fuori dalle aree previste; le regole del briefing vanno seguite con attenzione.
Quattro-sette giorni permettono di assorbire eventuali rinvii legati al mare e di alternare più uscite senza trasformare la vacanza in una corsa al pontile. Le giornate senza immersioni trovano facilmente un ritmo diverso: long-tail verso le isole, spiagge e punti panoramici tra Ao Nang e Railay, oppure una visita a Krabi Town. La formula funziona bene anche con un accompagnatore non subacqueo, perché la località offre attività terrestri e in mare oltre alle immersioni.
Ciao, sono Marina, l’assistente IA di DivingDeal.com. Ti oriento tra destinazioni, zone e paesi.

Stai pensando al viaggio intero e ai voli? Parlane con Edith →
Marina è un’IA. Alcuni link sono affiliati: DivingDeal può ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te. La prenotazione si conclude con il partner.