
Real Divers Pattaya PADI 5 STAR IDC Center
★ 4,9/5 (526 recensioni)
a 4,9 km in linea d’aria
Thailandia · Asia
Tra Koh Sak e Koh Larn si alternano fondali bassi, tartarughe, nudibranchi, relitti artificiali e immersioni fino a trenta metri.
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Pattaya è una base sulla terraferma da cui uscire in barca verso isole vicine, reef artificiali e relitti. Sott’acqua si passa dai cinque-nove metri tranquilli di Koh Sak alle strutture dell’HTMS Khram, con il ponte a quindici metri e il fondo a trenta. È una destinazione adatta a chi preferisce dormire in città, alternare le immersioni a giornate libere e costruire il programma giorno per giorno, senza l’impegno di una crociera.
La geografia subacquea di Pattaya alterna baie riparate, scogliere rocciose, pareti, canali e relitti. Koh Sak e Koh Khrok offrono profili bassi, tra cinque e dodici metri, utili per riprendere confidenza o lavorare con calma sulla fotografia. Più al largo, Koh Rin e Koh Phai richiedono attenzione quando la corrente aumenta; a North Rock le condizioni possono diventare impegnative. I relitti chiedono un passo ulteriore: l’HTMS Kut scende tra venti e trenta metri, l’Hardeep arriva a ventotto e l’HTMS Khram a trenta. La visibilità è variabile, spesso compresa tra cinque e quindici metri sui siti costieri, con acqua più torbida dopo plancton, piogge o mare mosso. Le uscite sono giornaliere e consentono di cambiare sito in base all’esposizione e alle condizioni.
Koh Khrok è il luogo da tenere d’occhio per le tartarughe embricate residenti; le tartarughe marine compaiono anche attorno a Koh Sak e Koh Larn, dove possono pascolare sugli erbari. Sui reef artificiali e sui relitti si incontrano barracuda, carangidi, trigoni e murene, mentre tra coralli e sabbia si cercano nudibranchi, gamberetti, polpi, pesci scorpione e cavallucci marini. Koh Klung Badan è particolarmente adatta alla ricerca macro, con anse sabbiose e vita minuta. Koh Phai aggiunge la possibilità di osservare lo squalo bambù. Lo squalo balena e gli incontri con squali più grandi restano occasionali, non il motivo su cui costruire l’intero soggiorno. A Koh Khrok le tartarughe verdi possono passare durante la stagione degli amori, senza un calendario mensile da dare per scontato.
La finestra più favorevole va da ottobre a marzo, quando il mare del golfo tende a essere più calmo e le uscite in barca risultano più regolari. Da novembre ad aprile le piogge sono generalmente meno frequenti, un elemento utile per chi vuole concatenare più giornate di immersione. Non significa però trovare condizioni identiche su ogni sito: esposizione, maree e stato del mare possono cambiare la scelta della giornata. Conviene quindi lasciare margine nel programma e considerare la stagione come una tendenza, non come una garanzia di visibilità costante.
Pattaya va bene per tutti i livelli, soprattutto sui fondali riparati di Koh Sak, Koh Khrok e nelle baie di Koh Rin e Koh Chan. Per le zone più esposte servono controllo dell’assetto, esperienza nella corrente e capacità di gestire un’immersione meno lineare. L’Advanced Open Water, o un brevetto FIPSAS/CMAS equivalente, è utile per i profili profondi. Per Hardeep Wreck e gli altri relitti più impegnativi è consigliabile una solida esperienza specifica; il Nitrox è pratico nelle giornate con immersioni ripetute.
Da Milano, Roma o Venezia il viaggio va organizzato considerando Bangkok come punto di arrivo e Pattaya come tappa stradale successiva. La città si raggiunge via terra; il trasferimento esatto dipende dall’itinerario scelto e dal punto in cui si conclude il viaggio in Thailandia. Una volta sistemati in città o sul lungomare, i subacquei raggiungono il punto di imbarco a piedi, in taxi oppure con la navetta prevista dall’organizzazione della giornata. La barca è indispensabile per raggiungere isole e relitti: Pattaya è una base costiera, non un porto di partenza per una crociera subacquea dedicata. È prudente coordinare trasferimento stradale e orario di uscita in mare, evitando coincidenze troppo strette.
Pattaya funziona se la si considera una base terrestre: il programma migliore lascia spazio per ripetere le uscite e cambiare sito quando il mare penalizza una zona esposta. Prima della partenza è utile verificare se la giornata prevede reef naturali, strutture artificiali o relitti, perché Koh Sak non offre la stessa esperienza dell’Hardeep Wreck e l’HTMS Khram richiede un profilo diverso. Sui siti più vicini la densità di barche può incidere molto: partenze che evitano gli orari più richiesti rendono più piacevoli le soste sott’acqua. Per le giornate lunghe e i relitti, il Nitrox e una buona gestione dell’assetto hanno un valore concreto, soprattutto con visibilità ridotta. Non conviene arrivare aspettandosi un reef incontaminato: la pressione turistica è alta e la qualità cambia da un punto all’altro. Infine, le regole locali non sono necessariamente identiche in tutto il bacino: non toccare né raccogliere organismi, non nutrire i pesci e rispettare le aree regolamentate.
Un soggiorno di quattro-sette giorni permette di alternare più giornate in barca a pause in città, senza ridurre Pattaya a una semplice escursione da Bangkok. Le immersioni possono seguire una progressione naturale: fondali bassi a Koh Sak o Koh Khrok, isole più esposte come Koh Rin e Koh Phai, quindi relitti tra venti e trenta metri per chi ha esperienza. Nei giorni senza bombole restano passeggiate sul lungomare, attività balneari ed escursioni in barca verso le isole vicine. Anche un accompagnatore non subacqueo trova una base autonoma, urbana e costiera.
Ciao, sono Marina, l’assistente IA di DivingDeal.com. Ti oriento tra destinazioni, zone e paesi.

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Valutazioni e recensioni raccolte da Viator e Tripadvisor.