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Isole Canarie · Atlantico

Immersioni Tenerife: archi vulcanici e incontri pelagici

Archi vulcanici, relitti tra sei e trentacinque metri, tartarughe marine, trigoni, barracuda e squali angelo nelle acque costiere di Tenerife

Cosa rende unica questa destinazione

  • Pareti, grotte e passaggi vulcanici a Las Eras
  • Montaña Amarilla tra archi, grotte e barracuda
  • El Condesito, relitto accessibile tra sei e venti metri
  • Tartarughe marine e razze sui fondali di Radazul
  • Palm Mar Cave, gallerie vulcaniche fino a trentotto metri
  • Squali angelo invernali tra El Balito e Los Chuchos
  • Tabaiba, rimorchiatore sommerso e fondale fino a trentacinque metri

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Presentazione

A Tenerife la roccia lavica non fa da semplice sfondo: costruisce pareti, archi, grotte e passaggi da seguire con calma, spesso tra fondali sabbiosi e praterie di posidonia. Il programma alterna uscite in barca e accessi da riva, con relitti come El Condesito e Tabaiba accanto a siti più aperti, dove possono comparire tartarughe marine, razze e barracuda. È una base terrestre da vivere senza fretta, adatta a un soggiorno di cinque-sette giorni.

Le immersioni qui

Il carattere della plongée è vulcanico e molto concreto: a Las Eras si entra in un paesaggio di pareti, grotte e passaggi che va dai due ai quaranta metri; a Radazul archi e pareti scendono verso zone sabbiose; ad Alcalá il contrasto tra lava e sabbia resta entro un profilo più tranquillo. Le correnti cambiano secondo il sito: possono essere moderate o forti a Las Eras ed El Condesito, mentre baie come Radazul e siti come Alcalá e Los Chuchos sono generalmente più riparati. La visibilità è spesso buona; le schede locali indicano valori fino a trenta-trentacinque metri a Radazul e oltre venticinque a El Condesito. Le uscite partono soprattutto in barca, ma Abades, Tabaiba e Alcalá mostrano quanto contino anche le immersioni da riva.

Tre immersioni da non perdere

La fauna sottomarina

Sotto le pareti si cercano murene nelle fessure, polpi, nudibranchi e seppie sui tratti più ricchi di piccoli incontri. Nel blu passano barracuda e banchi di pesci; sui fondali sabbiosi di Radazul e Los Chuchos si osservano razze e trigoni. Abades e Radazul sono associati alle tartarughe marine, mentre Alcalá aggiunge la possibilità di incontrare l’anguilla leopardo. Gli squali angelo sono l’avvistamento stagionale più interessante: le schede di El Balito, Los Chuchos e Palm Mar Wall li indicano più probabili in inverno. Chi parte tra maggio e novembre trova in genere il mare più calmo, ma chi mette la fauna al primo posto può valutare anche l’inverno, accettando condizioni potenzialmente meno regolari.

Possibili incontri subacquei

Quando andare

Da maggio a novembre il mare risulta generalmente più calmo, una finestra utile per alternare barca, accessi da riva e profili più esposti senza costruire il soggiorno intorno a una sola giornata. Le piogge sono meno frequenti da maggio a ottobre, quindi questo periodo facilita anche gli spostamenti lungo la costa. L’inverno conserva però un motivo preciso per partire: a Los Chuchos, El Balito e Palm Mar Wall cresce la possibilità di incontrare lo squalo angelo. La scelta dipende dunque dalla priorità: navigazione più semplice e condizioni più distese tra maggio e novembre, oppure ricerca della fauna invernale.

Livello richiesto

Tenerife parla a tutti i livelli, dai primi tuffi sui fondali bassi di Abades e Alcalá alle pareti profonde di Las Eras e Radazul. Per le sezioni meno profonde è sufficiente un brevetto Open Water o equivalente; l’Advanced Open Water, o l’equivalente FIPSAS/CMAS, diventa utile oltre i profili introduttivi e nelle grotte. Tabaiba, Palm Mar Cave ed El Meridian richiedono maggiore esperienza; per gli interni dei relitti serve una specialità dedicata. Nitrox aiuta chi vuole concatenare più immersioni.

Sul posto

Da Milano Malpensa, Roma Fiumicino o Venezia si raggiunge Tenerife in volo diretto verso l’isola. Una volta arrivati, la logistica è soprattutto stradale: i centri e le messe in acqua sono distribuiti lungo la costa, non concentrati in un unico porto, e per questo conviene organizzare ogni giornata per zona. Taxi e auto a noleggio sono le soluzioni più pratiche per raggiungere i punti di immersione; chi alloggia vicino alla costa può talvolta muoversi a piedi. Se il viaggio comprende anche altre isole Canarie, i collegamenti interinsulari partono da Tenerife in traghetto: è un’aggiunta possibile, non una condizione per il soggiorno subacqueo.

Consigli del posto

Sui fondali neri la stabilità si vede subito: prima di entrare tra archi e passaggi conviene trovare l’assetto, perché un colpo di pinna solleva sedimento e rovina la lettura del paesaggio. A Las Eras ed El Condesito è prudente lasciare margine alle variazioni di corrente, mentre per le immersioni più esposte è utile tenere flessibile il programma e non fissarle tutte all’inizio. Chi fotografa farebbe bene a evitare qualsiasi appoggio su rocce, relitti o sabbia: a Palm Mar Cave, dove le gallerie invitano ad avvicinarsi, il controllo dell’assetto conta più dell’inquadratura. Per le uscite ripetute il Nitrox è una scelta sensata, soprattutto in un soggiorno basato su partenze giornaliere. Va messa in valigia una protezione termica personale se si prevedono più immersioni: la vestibilità del materiale a noleggio non è sempre quella preferita. Infine, niente fauna nutrita o toccata, niente raccolte e niente ancore sul fondo quando sono disponibili boe o ormeggi.

Organizzare il soggiorno

La formula più naturale è dormire a terra e distribuire le immersioni lungo la costa, lasciando spazio agli spostamenti tra una zona e l’altra. Un soggiorno di cinque-sette giorni consente di alternare siti facili come Alcalá e Abades, relitti come Tabaiba e profili più impegnativi, conservando una giornata di margine per il mare meno favorevole. Il giorno prima del volo è meglio restare su attività terrestri tranquille: Tenerife offre belvedere, paesaggi vulcanici e passeggiate costiere anche quando le bombole restano ferme.

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