
Scubanana
★ 5/5 (1321 recensioni)
a 53 km in linea d’aria
Isole Canarie · Atlantico
Archi vulcanici, relitti tra sei e trentacinque metri, tartarughe marine, trigoni, barracuda e squali angelo nelle acque costiere di Tenerife
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A Tenerife la roccia lavica non fa da semplice sfondo: costruisce pareti, archi, grotte e passaggi da seguire con calma, spesso tra fondali sabbiosi e praterie di posidonia. Il programma alterna uscite in barca e accessi da riva, con relitti come El Condesito e Tabaiba accanto a siti più aperti, dove possono comparire tartarughe marine, razze e barracuda. È una base terrestre da vivere senza fretta, adatta a un soggiorno di cinque-sette giorni.
Il carattere della plongée è vulcanico e molto concreto: a Las Eras si entra in un paesaggio di pareti, grotte e passaggi che va dai due ai quaranta metri; a Radazul archi e pareti scendono verso zone sabbiose; ad Alcalá il contrasto tra lava e sabbia resta entro un profilo più tranquillo. Le correnti cambiano secondo il sito: possono essere moderate o forti a Las Eras ed El Condesito, mentre baie come Radazul e siti come Alcalá e Los Chuchos sono generalmente più riparati. La visibilità è spesso buona; le schede locali indicano valori fino a trenta-trentacinque metri a Radazul e oltre venticinque a El Condesito. Le uscite partono soprattutto in barca, ma Abades, Tabaiba e Alcalá mostrano quanto contino anche le immersioni da riva.
Sotto le pareti si cercano murene nelle fessure, polpi, nudibranchi e seppie sui tratti più ricchi di piccoli incontri. Nel blu passano barracuda e banchi di pesci; sui fondali sabbiosi di Radazul e Los Chuchos si osservano razze e trigoni. Abades e Radazul sono associati alle tartarughe marine, mentre Alcalá aggiunge la possibilità di incontrare l’anguilla leopardo. Gli squali angelo sono l’avvistamento stagionale più interessante: le schede di El Balito, Los Chuchos e Palm Mar Wall li indicano più probabili in inverno. Chi parte tra maggio e novembre trova in genere il mare più calmo, ma chi mette la fauna al primo posto può valutare anche l’inverno, accettando condizioni potenzialmente meno regolari.
Da maggio a novembre il mare risulta generalmente più calmo, una finestra utile per alternare barca, accessi da riva e profili più esposti senza costruire il soggiorno intorno a una sola giornata. Le piogge sono meno frequenti da maggio a ottobre, quindi questo periodo facilita anche gli spostamenti lungo la costa. L’inverno conserva però un motivo preciso per partire: a Los Chuchos, El Balito e Palm Mar Wall cresce la possibilità di incontrare lo squalo angelo. La scelta dipende dunque dalla priorità: navigazione più semplice e condizioni più distese tra maggio e novembre, oppure ricerca della fauna invernale.
Tenerife parla a tutti i livelli, dai primi tuffi sui fondali bassi di Abades e Alcalá alle pareti profonde di Las Eras e Radazul. Per le sezioni meno profonde è sufficiente un brevetto Open Water o equivalente; l’Advanced Open Water, o l’equivalente FIPSAS/CMAS, diventa utile oltre i profili introduttivi e nelle grotte. Tabaiba, Palm Mar Cave ed El Meridian richiedono maggiore esperienza; per gli interni dei relitti serve una specialità dedicata. Nitrox aiuta chi vuole concatenare più immersioni.
Da Milano Malpensa, Roma Fiumicino o Venezia si raggiunge Tenerife in volo diretto verso l’isola. Una volta arrivati, la logistica è soprattutto stradale: i centri e le messe in acqua sono distribuiti lungo la costa, non concentrati in un unico porto, e per questo conviene organizzare ogni giornata per zona. Taxi e auto a noleggio sono le soluzioni più pratiche per raggiungere i punti di immersione; chi alloggia vicino alla costa può talvolta muoversi a piedi. Se il viaggio comprende anche altre isole Canarie, i collegamenti interinsulari partono da Tenerife in traghetto: è un’aggiunta possibile, non una condizione per il soggiorno subacqueo.
Sui fondali neri la stabilità si vede subito: prima di entrare tra archi e passaggi conviene trovare l’assetto, perché un colpo di pinna solleva sedimento e rovina la lettura del paesaggio. A Las Eras ed El Condesito è prudente lasciare margine alle variazioni di corrente, mentre per le immersioni più esposte è utile tenere flessibile il programma e non fissarle tutte all’inizio. Chi fotografa farebbe bene a evitare qualsiasi appoggio su rocce, relitti o sabbia: a Palm Mar Cave, dove le gallerie invitano ad avvicinarsi, il controllo dell’assetto conta più dell’inquadratura. Per le uscite ripetute il Nitrox è una scelta sensata, soprattutto in un soggiorno basato su partenze giornaliere. Va messa in valigia una protezione termica personale se si prevedono più immersioni: la vestibilità del materiale a noleggio non è sempre quella preferita. Infine, niente fauna nutrita o toccata, niente raccolte e niente ancore sul fondo quando sono disponibili boe o ormeggi.
La formula più naturale è dormire a terra e distribuire le immersioni lungo la costa, lasciando spazio agli spostamenti tra una zona e l’altra. Un soggiorno di cinque-sette giorni consente di alternare siti facili come Alcalá e Abades, relitti come Tabaiba e profili più impegnativi, conservando una giornata di margine per il mare meno favorevole. Il giorno prima del volo è meglio restare su attività terrestri tranquille: Tenerife offre belvedere, paesaggi vulcanici e passeggiate costiere anche quando le bombole restano ferme.
Ciao, sono Marina, l’assistente IA di DivingDeal.com. Ti oriento tra destinazioni, zone e paesi.

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Valutazioni e recensioni raccolte da Viator e Tripadvisor.